INTERVISTA DOPPIA CON LE BLOGGER

Dire Fare Mole e Serendipitsite a confronto

Sta nascendo un’amicizia tra Orologio, Dire Fare Mole (Federica) e Serendipitsite (Elisa) e quando ci si incontra, ci si rende sempre più conto di avere tante cose in comune, tra cui il piacere di parlare della nostra bella Torino.

Un giorno abbiamo deciso di condividere con voi le conversazioni che nascono da questi incontri e trasformarle in interviste… ed eccoci qua. Siamo sicure che da queste chiacchiere riuscirete a scoprire chicche su Torino che non conoscevate e vi sentirete anche voi partecipi di questa conversazione, come attorno a un tè con pasticcini, a parlare della Sabauda bellezza con noi. 🙂

Buona lettura!

  1. Come vi descrivereste e qual è il vostro personale legame con il nostro bellissimo territorio?

Federica: “Mi definisco una cantastorie sabauda 2.0. La mia formazione è in realtà di giurista/storica e la storia è la mia passione; per questo motivo cerco sempre di inserirla nei miei articoli, anche se non è sempre apprezzatissima dai lettori. Menestrella rinascimentale che racconta la città ma non solo. Parto da Torino e mi spingo verso il territorio che c’è attorno, perché tutto il Piemonte merita di essere conosciuto. Insomma, potrei dire che oltre la Mole c’è di più.”

Elisa: “Torino l’ho scelta. Vivevo in un paese fuori fino a poco tempo fa, in un contesto in mezzo al verde, a Moncalieri. Torino però mi ha sempre attratto. Mi sono sempre costruita una rete che fosse legata a questa città perché mi sento torinese a tutti gli effetti. Piacendomi moltissimo viaggiare, Torino per me è sempre stata una certezza. Il mio punto d’arrivo. Ecco, non ho mai aspirato a trasferirmi. Non m’interessa vivere in un’altra città, per quanto io stia benissimo anche altrove, quando arrivo a Torino, mi sento in automatico subito a casa. Permane questo legame con lei, anche se non è la MIA città. Torino è semplicemente il mio punto di arrivo e partenza.

  1. Ci saranno sicuramente almeno 2 luoghi rimasti nel cuore a Torino e in Piemonte. Quali sono?

Federica: “Villa e vigna della Regina. Angolo inaspettato di Langa in città, con una vista bellissima e che collega 2 grandi passioni: Torino e le Langhe. Si vede bene la Mole e Torino. Ho scelto di fare le foto del mio matrimonio proprio lì e non a caso, perché credo sia il posto più romantico.

In Piemonte invece il Lago d’Orta e la sua isola di San Giulio. Ci si arriva in 5 minuti tramite il battello; un’isola immersa nel silenzio, in cui sembra di essere in un’altra dimensione”.

Elisa: “volevo parlare di uno dei posti dall’alto perché credo ce ne siano tantissimi. Ad esempio, Parco Europa o un’ultima scoperta, sopra la villa della Regina: il parco Villa Genero. Per non parlare poi di Superga.

Ma sono una persona a cui piace sentirsi inglobata e dico Via Barbaroux. Una via totalmente in centro ma che in realtà quando ci passeggi, così stretta e piena di botteghe, ha il suo effetto di ritorno al passato, al medioevo.

In Piemonte non posso ripetere il romantico lago d’Orta. In questo momento della mia vita dico che sono legatissima alle Langhe dell’astigiano e precisamente una casa di campagna di amici, piena di ricordi dove ho trascorso pasquette, weekend d’estate e dove rimane vivo anche il ricordo della mia infanzia. Ogni momento è buono per staccare e immergersi lì”.

  1. Quali sono invece i luoghi imperdibili da consigliare a chi viene dalle nostre parti per la prima volta?

Elisa: “In un weekend bisogna vivere da torinese e decidere se piace abbastanza da volerci tornare per visitare i musei. Bisogna passeggiare, andare in via Lagrange, in piazza Castello, bere l’acqua dei Turet, stupirsi, prendere un mazzo di fiori, andare per mercatini e per botteghe, guardando le vetrine delle stupende farmacie storiche ad esempio.

Federica:” Opto per posti poco turistici ma molto caratteristici. Magari un itinerario che comprenda caffè storici e passages. Si dice spesso che Torino è una piccola Parigi e ci sono molti lati che la ricordano. Quadrilatero, il quartiere latino parigino sabaudo e 2 passages: Galleria Subalpina e galleria San Federico.  Quando si passa in queste gallerie sembra come varcare una soglia ed entrare in una dimensione totalmente diversa. Sembra quasi che possa sbucare Guido Gozzano da un momento all’altro e ti dedichi una poesia o ti possa passare affianco Cavour che si sta recando nel suo ufficio. Atmosfera che si ritrova anche in Piazza Carignano. Dalla galleria Subalpina quindi si fa una sosta al caffè storico Baratti & Milano. Dopodichè si va a visitare il museo del Risorgimento e gli appartamenti del principe: 4 stanze con un trionfo del barocco. Piccola perla perché visitato in realtà da pochi. Uscire e fare una sosta golosa da Pepino e, se inverno prendere una cioccolata caldo, se estate uno stecco. Proseguire verso via Roma e andare verso Galleria San Federico. Altra meta imperdibile è il Bicerin ammirando la Consolata.

  1. Con quale piatto prendereste per la gola un novellino della cucina piemontese e dove lo portereste a mangiare per ogni pasto della giornata? (colazione, pranzo, merenda e cena).

Federica:

Piatto: “Come piatto il vitello tonnato. Ardimento sabaudo che abbina carne e pesce. Precursore di queste ondate di nouvelle cuisine. Nel vitello tonnato emerge l’essere eccentrico e fantasioso tutto sabaudo e la potenza creativa intrinseca. Perché voglio ricordarlo: non siamo affatto grigi.

Per colazione si va in caffè storico: Fiorio di via Po. Per respirare aria sabauda e storicità.

Pranzo: Sognando il Cambio per continuare a respirare aria di storicità; altrimenti il Bistrot Carlo e Camillo di Via Carlo Alberto.

Merenda: Caffè Elena, per avere una bella vista su Piazza Vittorio e Gran madre.

Cena: Superga. Al ristoro del Priore per godere della cucina piemontese in un luogo esclusivo e per godersi la città illuminata”.

Elisa:

“Colazione: Sherwood in piazza santa Giulia – quartiere Vanchiglia” Anima giovanile della nuova Torino, con presentazione del quartiere con gli occhi sonnacchiosi del risveglio.

Pranzo: in piazza IV Marzo alla Piola da Cianci, dove i prezzi sono super accessibili, il menù è per lo più a voce e gli antipastini sono tipici. Tutto rigorosamente piemontese.

Merenda: Prodotti Gianduia Torino Cioccolateria in via Palazzo di Città per una degustazione di gianduiotti o cioccolate calde. E’ fantastico tra le tante cose perché portano a tavola il pane con una varietà di creme tutte da spalmare.

Se invece è estate da Vanilla il gelato è buonissimo e i gusti sono pazzeschi..

Cena: A Le Vitel Etonné. Hanno persino una cantina dove ci si può scegliere la propria bottiglia in completa autonomia. Si parla di piatti che sono un mix tra la cucina francese e quella piemontese. Molto chic.

Piatto: antipasti, cioccolato e gianduiotto. Tutto quello che ho mangiato, insomma”.

 

  1. C’è un libro che parla di Torino o semplicemente ambientato qui che pensate tutti i torinesi (e non solo) debbano leggere almeno una volta nella vita?

Federica: “Torino è casa mia e Torino è casa nostra di Giuseppe Culicchia. 2 vademecum scritti col cuore da una persona che vive e ama Torino.”

Elisa: “Film. Dopo Mezzanotte. Parla della Mole però la fa apparire in modo diverso. Con quel pizzico di lato più oscuro di Torino che però ci sta bene”.

 

  1. Il quartiere della Crocetta. Quando ci pensate qual è la prima cosa che viene in mente e perché.

Elisa: il mercato della Crocetta per un paio di motivazioni  che coprono 2 periodi diversi della mia vita. A 18 anni prendevo il pullman con le amiche per venire fin qui a comprare le borse. Oggi la piazzetta del mercato è diventata il punto di ritrovo con gli amici la sera. Ormai nella compagnia si parla solo della piazzetta e ci si definisce piazzettari. Qui si lasciano le macchine e  proprio qui è iniziata la storia con Fernando.

Federica: Eleganza. La Crocetta è nota per la bellezza dei palazzi, per il liberty e per l’atmosfera che si vive. E’ un quartiere di classe, diverso e lo si intuisce già dal mercato che si mostra di un’altra qualità. Qui viene fuori la sabaudità perché il crocettaro è sabaudo, ha classe e allure francese. Persone silenziose che però rappresentano bene il sabaudo. Amano le cose belle, le belle ville neogotiche. Tante anime in questo quartiere.

  1. Il vostro edificio in stile liberty preferito.

Elisa: “I giardini del Fante e in particolare la parte dove vi sono le transenne, su Corso Duca Degli Abruzzi. Lì si festeggia con i miei amici il 25 dicembre la notte. Si stappa lo spumante dalle parti di un palazzo con ingresso ad archi che ha tutta l’aria di essere uno studio”.

Federica: “In corso Francia. Casa Fenoglio La Fleur. Ma anche Casa della Vittoria (dei draghi). Quest’ultima è costituita da un portale con i draghi ai lati che sembra quasi di entrare in un palazzo fantasy. Palazzina liberty, ma costruita sulla linea neogotica. Tra le sue particolarità c’è una torretta liberty. Qui Dario Argento ha ambientato una scena di Profondo Rosso”.

 

 

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