La Torino di Dario Argento

ecco i luoghi più famosi dei suoi film

Tra Torino e Dario Argento c’è un rapporto a doppio filo. E non sorprende: la città più misteriosa d’Italia e il regista italiano che, più di altri, è riuscito a portare sul grande schermo i suoi incubi peggiori non potevano che innamorarsi l’una dell’altro. Non a caso Argento ha definito Torino “il luogo dove i miei incubi stanno meglio”. Se anche tu, come noi, sei cresciuto con i suoi film, nel capoluogo sabaudo potrai scoprire i set di queste storie. Le ville spettrali, i palazzi, i caffè, le piazze.

Leggi qui e prendi appunti per un tour da…brivido!

La casa dell’enigmista

Dal suo secondo film, Il gatto a nove code, Torino divenne il set delle sue paure. In via Vincenzo Vela, 12, abitava l’enigmista. Forse non tutti lo sanno ma il cognome dell’enigmista, Arnò, è lo stesso di un personaggio incontrato realmente da Argento durante le riprese de L’uccello dalle piume di cristallo. “Un personaggio un po’ insolito, un chiaroveggente che era riuscito a prevedere una serie di cose con un’esattezza spaventosa”, dichiarò il regista. Perfetto per entrare a far parte dei suoi incubi ad occhi aperti!

L’Istituto di ricerche genetiche Terzi

Sempre ne Il gatto a nove code, c’è l’Istituto di ricerche genetiche Terzi che, nella realtà, è il retro della GAM, la Galleria di Arte Moderna. Qui, nel film, si svolgono esperimenti segreti nel campo della genetica che non fanno presagire niente di buono.

Piazza Cln

Questo luogo è nel cuore di tutti gli argentiani. Infatti, in Profondo Rosso venne costruito, proprio all’angolo di Piazza Cln, il Blu Bar, ispirato al quadro Nightawks di Hopper. Nel film, la piazza è deserta quando viene lacerata da un urlo di donna. Potrai ammirare ancora oggi le fontane di fronte alle quali Gabriele Lavia e David Hemmings assistono al primo terribile delitto del film, quello della sensitiva Helga Ullman.

Villa Scott

In Corso Giovanni Lanza, 57 si trova la terrificante “villa del bambino urlante”, sempre in Profondo Rosso. Questa villa si trova sulle colline della città, anche se nel film l’abitazione non è situata a Torino, bensì nelle campagne intorno a Roma, ed è un bellissimo esempio di art decò con un fascino davvero sinistro. Qui viene ritrovato il cadavere e il disegno dell’assassinio sotto l’intonaco.
La villa, quando Dario Argento la scoprì, era un collegio femminile diretto dalle monache dell’Ordine delle Suore della Redenzione. Così, visto che il regista ne aveva bisogno per un mese per il suo film, offrì loro una bella vacanza estiva a Rimini, “dove si divertirono tantissimo” aggiunse il regista.

“Big Club”e il pub “Barbican’s”

Nel film la discoteca si chiama Zoo, nella realtà si tratta del Big Club di Corso Brescia. Insieme al pub Barbican, di piazza Vittorio Veneto sono i locali notturni dove vengono girate alcune scene di Non ho sonno.

Giardino Lamarmora

Qui Dario Argento girò Quattro mosche di velluto blu. In una delle scene iniziali del film, il protagonista si trova a spasso in un giardino e soffermandosi a giocare a palla con alcuni ragazzini, scopre di essere seguito da un uomo col cappello. Il posto non è cambiato granché dal 1971, anno in cui fu girato il film. C’è ancora via Cernaia ed i tram che la attraversano.

Libreria La Bussola

La Terza Madre è il film girato nel 2007 che conclude la saga delle Tre Madri, di cui facevano parte anche Suspiria, del 1977, e Inferno, del 1980. Tutti incentrati sulle figure di tre antichissime streghe.
Nella libreria “La Bussola” di Via Po si svolge un’importante scena del film. Qui infatti Sarah si rende invisibile per sfuggire alla polizia. E, sempre nella stessa libreria, che ha un’uscita sulla strada parallela, c’è la scena in cui la strega orientale guarda Sarah dall’esterno.

Cimitero Monumentale di Torino

“Ma proprio di notte dovevamo venirci?”, chiede Giordani, ne Il gatto a nove code, mentre insieme ad Arnò cerca la tomba di Bianca Merusi. E infatti, il cimitero monumentale non poteva proprio mancare nei film di Dario Argento, così come non potrà mancare dal tuo tour da incubo!

E tu, hai mai visitato i luoghi di Dario Argento a Torino?

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