Borgo Campidoglio e la Torino che non ti aspetti

Case basse con ampi cortili interni, immerse in stradine tranquille e acciottolate, si alternano a botteghe artigiane, osterie dai succulenti profumi e lavagnette con piatti ispiranti che la metà basta, gallerie d’arte e associazioni sociali; questo è oggi il borgo Campidoglio di Torino.

Eh sì, pare incredibile ma ci troviamo proprio a Torino. Borgo Campidoglio è un quartiere che ci ha sempre affascinato, proprio per le particolarità che lo rendono così caratteristico. Non è dalle parti della nostra Crocetta, quindi dista un po’ dal centro storico, ma ne vale sicuramente la pena!

Per questo motivo, con l’arrivo delle belle giornate non ce lo siamo fatto ripetere due volte e durante una  mite domenica di fine inverno, con un cielo terso e un tiepido sole, ci siamo avventurate tra le viuzze di questo “paese nella città”.

Già imbattendoci in una delle  stradine da Via Nicola Fabrizi, siamo state accolte da una delle 173 opere che costituiscono il borgo, in particolare sulla facciata di uno dei suoi edifici. Ebbene sì, ad arricchire il tutto qui c’è anche l’arte contemporanea.

Cos’abbiamo scoperto? Innanzitutto che ci troviamo in un vero è proprio museo all’aperto (e quindi gratuito), costituito da murales, finestre, cancelli, portoni, illustrazioni, teche e panchine d’autore.

Infatti la definizione di museo all’aperto non è così per dire: qui vi ha sede il MAU (Museo d’arte Urbana) dal 1995, annata in cui i cittadini proprietari degli edifici del quartiere, hanno dato il loro consenso ad occupare le pareti con queste fantastiche opere d’arte; da quell’anno, è stato un susseguirsi di artisti (ad oggi 104) che hanno arricchito le mura (e non solo) del borgo.

Proprio da come ci racconta il MAU, questo è un quartiere che si è miracolosamente salvato dagli sventramenti del piano regolatore del 1959 e oggi è definito come un esempio inedito di didattica      allargata sull’Arte Contemporanea. Parole forti e impegnate, ma che vi assicuriamo rendono perfettamente l’idea.

E’ un piacere passeggiare qui. Il silenzio regna sovrano… Certo, voi direte che è più facile incontrare il silenzio durante la domenica, giorno della settimana sonnacchioso per eccellenza. Però vi garantiamo che anche in settimana (perché ci siamo pure tornate), seppure con un po’ più di “traffico” di abitanti e non, questo posto trasmette una bella tranquillità. Al più si possono sentire le botteghe artigiane all’opera, che continuano a darci quell’impressione di aver fatto un tuffo nel passato.

Come detto prima, le opere sono davvero tante, che forse non è facile scovarle tutte in un unico giro. Se Torino non fosse così squadrata, potremmo addirittura parlare di rischio di perdersi, ma ovviamente non è così. Camminando si sbuca sempre in una via che è più familiare di altre. Quindi nessun timore.

Armatevi di smartphone, sneakers e occhiali da sole (se la giornata lo permette) e nasi all’insù.

Quando la stanchezza si farà sentire, potrete sempre riposarvi su una coloratissima panchina d’autore. Scegliete voi se preferire decorazioni alla Mondrian, oppure alla Keith Haring, alla Picasso o ancora alla Andy Wahrol.

E se il vostro stomaco inizierà anche a brontolare, possiamo consigliarvi un paio di soluzioni di qualità, sia dolci che salate.

Iniziamo dal salato. Fate un salto da Cecchi, in via Nicola Fabrizi: è un locale piccolo e caratteristico, che ha ormai qualche anno ma conserva sempre un’ottima qualità. Conosciutissimo per la sua farinata (solo a scriverlo abbiamo l’acquolina in bocca), non si smentisce neanche con le sue pizze al padellino. Gli abitanti del quartiere e non solo, lo sanno benissimo.

Se poi vi viene voglia di un dolcino, la favola continua nella fabbrica di cioccolato Ziccat, sempre in via Nicola Fabrizi. Il punto vendita è il luogo ideale per gli amanti del dolce. Qui si possono trovare dalle tavolette artigianali alle creme e le brioches.

Che dite, si va? Vi abbiamo convinto? 🙂

 

Commenti

  • Giorgio Calabresu

    Tour Campidoglio, lo fate con guida? Sino giorgio calAbresu , presidente circolo culturale di torino

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